In: Blog

Premessa:
Il presente articolo è basato su testi scientifici, universitari e prove cliniche. Non vuole creare false illusioni e/o promettere guarigioni miracolose, ogni organismo reagisce in modo differente e pertanto i risultati possono variare da persona a persona. Si consiglia in ogni caso di consultare il proprio medico.

Gli effetti dell'Aloe sul diabete

In India è stato condotto dal dott. Agarwal O.P., un ampio studio durato 5 anni su 5000 pazienti da 35 a 65 anni d’età che soffrivano di arteriosclerosi, spesso anche diabetici.

Tutti i pazienti avevano accusato in passato vari attacchi di angina e la malattia era stata confermata dall’elettrocardiogramma.

In questa ricerca oltre il 63% dei pazienti (3167) aveva anche il diabete, di cui il 76.6% maschi e 23.4% femmine.
Molti pazienti avevano anche un secondo fattore di rischio rappresentato dall’ipertensione, presente nel 43 % dei soggetti (1.360 in forma lieve e 791 in forma grave). Circa la metà del campione era composto da fumatori (10 a 15 sigarette al giorno).

Tutti i dati numerici relativi alla terapia con Aloe sul diabete sono riportati nella tabella:

Ai pazienti venivano consegnati periodicamente 100 g di succo di Aloe e 20 grammi di isabgol; veniva poi insegnato loro come mescolare queste sostanze alla farina con cui preparavano il pane, che mangiavano a pranzo e a cena. Ai pazienti fu prescritto un regime dietetico stretto mentre nessuna contro-indicazione venne adottata relativamente ai farmaci (antipertensivi, antidiabetici orali, digitalici, ecc.) che i partecipanti allo studio potevano assumere liberamente. A tutti i pazienti venne però proibito di assumere bevande alcoliche di qualsiasi tipo, mentre non vi era alcun divieto di continuare a fumare.

Dopo soli tre mesi di trattamento con Aloe, il 94,4% dei diabetici aveva una glicemia normale, il 5.6% aveva ancora valori al di sopra della norma*.

Ischemia quasi scomparsa e riduzione del colesterolo*

La cura con il pane addizionato con Aloe ebbe dei risultati positivi tangibili già dopo tre mesi, che a distanza di un anno risultarono addirittura straordinari. Una prima prova si ebbe all’elettrocardiogramma effettuato durante un test da sforzo al tappeto scorrevole: prima di iniziare la cura tutti i pazienti presentavano i segni di un ischemia (nel 56.4% era interessata la parete anteriore del cuore, nel restante 43.6% la parete inferiore).

 
Quando però questo esame venne ripetuto dopo un anno di cura con Aloe, solo circa il 7% presentava ancora segni d’ischemia, suddivisi più o meno allo stesso modo nei due gruppi. Risultati altrettanto positivi si ebbero per il colesterolo totale e i trigliceridi. Questo risultato è particolarmente importante perché all’inizio dello studio tutti pazienti di questo gruppo presentavano valori aumentati di colesterolo totale e di trigliceridi (vedi tabella 2):

Andamento del profilo lipidico dopo terapia con Aloe:

Dopo tre mesi di terapia circa 9 su 10 mostravano invece dei valori di grassi nel sangue notevolmente ridotti e rientrati nei limiti della norma. In pratica, la cura con l’Aloe(che si aggiungeva a una dieta mirata a far scendere il colesterolo) aveva eliminato quasi del tutto il principale squilibrio che esponeva questi pazienti al rischio di un infarto o un altro evento cardiovascolare.

L’Aloe normalizza e stabilizza la glicemia*

L’Aloe aggiunta alla dieta ha ottenuto effetti molto positivi sul colesterolo: tre mesi di terapia hanno riportato i valori alla normalità in circa il 93% dei pazienti. In 4.642 casi su 5000 fu possibile diminuire i valori della colesterina LDL che causano il restringimento delle arterie, e aumentare quelli del colesterolo HDL che proteggono le arterie.

Inoltre, con la riduzione dei livelli di colesterolo nella grande maggioranza dei pazienti sono cessati gli attacchi di angina (dolore toracico) dovuti a ischemia cardiaca

Una caratteristica del gruppo di pazienti studiati era l’alta percentuale di diabetici. Oltre il 63% dei pazienti presentava valori squilibrati di glicemia. Per accertare gli effetti della terapia con Aloe si sono valutati i livelli di zuccheri nel sangue in due momenti: a digiuno e dopo un pasto. In entrambe le situazioni i soggetti diabetici hanno mostrato dei valori alterati. Nella tabella viene riportato che in due terzi dei pazienti si trattava di un lieve scostamento della glicemia dai valori normali, mentre nel terzo rimanente si trattava di uno squilibrio più marcato. In generale, la tendenza si conferma sia per la glicemia a digiuno che per quella post-prandiale.
 

Il risultato più confortante è però che, dopo tre mesi di terapia con Aloe, in 2.990 pazienti su 3.167 i valori glicemici erano discesi al di sotto della soglia di normalità. Solo 177 soggetti (121 di quelli che in origine avevano un’iperglicemia lieve, e 56 con un’iperglicemia più marcata) non hanno infatti tratto giovamento dalla terapia. L’efficacia dell’Aloe in pazienti con inizio di diabete è forse ancora più importante di quella sul colesterolo perché è noto che l’eccesso di zuccheri nel sangue, anche la forma che si manifesta dopo i cinquant’anni, è una malattia grave che può portare nel tempo a complicazioni serie al cuore, al sistema circolatorio, agli occhi e al cervello. 

Diabete: la malattia del benessere

Il diabete è stata definita la malattia del benessere, in quanto è pensiero comune che sia il risultato dell’aumentata ricchezza in una società.
Gli stili di vita personali e le condizioni sociali connesse con lo sviluppo economico sono da ritenersi un importante fattore di rischio. Si presume che questa malattia sia sempre più frequente nei paesi in via di sviluppo.
 

Tra i potenziali fattori di rischio abbiamo:

>Esercizio fisico meno faticoso con l’aiuto delle macchine

>Lavori d’ufficio che non comportino fatica fisica

>Cibo a basso costo facilmente accessibile

>Più alto contenuto di grassi e cibi ad alto contenuto di zucchero

>Maggior consumo di carne e latticini

>Maggior consumo di farine raffinate, come nel pane bianco

>Cibi elaborati e preconfezionati, piuttosto che, cibi freschi di stagione preparati a livello locale al momento di consumarli

>Un maggiore uso di alcool e tabacco

L' Aloe contro il diabete è un rimedio da non sottovalutare*

Riguardo ai meccanismi con cui l’Aloe ottiene quest’effetto positivo sul colesterolo e sulla glicemia, i ricercatori non hanno risposte certe ma avanzano l’ipotesi che l’azione curativa dell’Aloe sia legata all’alto contenuto di fibre che caratterizza i derivati di questa pianta, che aiuterebbe il nostro organismo a eliminare i grassi e gli zuccheri in eccesso.

Trigliceridi e colesterolo sotto controllo*

La notevole presenza di vitamine e acidi grassi nell’Aloe ha rilevante efficacia sulla gestione ed il controllo del rapporto colesterolo HDL/LDL. Le vitamine A, C ed E, tutte liposolubili e facilmente assorbibili dai tessuti, assieme alla colina, favoriscono il metabolismo lipidico. Preso prima dei pasti principali, l’Aloe assicura un basso livello di colesterolo nel sangue e un’efficace prevenzione di malattie cardiovascolari.

L’Aloe contiene lo zinco e il manganese che assieme alla vitamina B6 svolgono un’azione coordinata con l’insulina prodotta delle cellule beta del pancreas, per il controllo degli zuccheri nel sangue, e agiscono in modo tale che la loro concentrazione sia compresa tra gli 80 e i 120mg/dl. 

Il Dott. O.P. Agarwal, nelle conclusioni del suo lavoro sottolinea con forza un dato: lo studio in questione è la più estesa ricerca che sia stata mai condotta sulle capacità terapeutiche dell’Aloe. Tutti i 5.000 partecipanti si sono presentati regolarmente ai controlli per 5 anni, e nessuno di essi è deceduto. Uno degli aspetti più interessanti è il fatto che nessun effetto collaterale negativo è stato notato. La ricerca dimostra inequivocabilmente che gli estratti di Aloe possono essere usati con effetti positivi nelle cardiopatie di origine ateriosclerotica. E che i maggiori vantaggi da questa terapia li hanno tratti i malati di cuore che avevano anche problemi di diabete.

Aloe Arborescens in capsule, il rimedio naturale

L’assunzione di 2 capsule al giorno di Aloe Arborescens pura al 100% prima dei pasti principali per alcuni mesi può essere un valido rimedio naturale. All’interno delle capsule è presente un estratto puro ed inalterato, ottenuto con disidratazione a freddo in modo tale da mantenere inalterati tutti i principi attivi, garantendo la stessa efficacia del prodotto fresco ed una conservazione più lunga senza ricorrere a conservanti e additivi vari.

Grazie alla formulazione in capsule puoi beneficiare dei seguenti vantaggi:

 
=> Avere l’Aloe sempre in tasca portata di mano


=> Dire addio al gusto molto amaro dell’Aloe


=> Non sarai più costretto ad assumere il miele e la parte alcolica presente all’interno di alcuni preparati

L’Aloe Arborescens BIO in capsule è ideale per soddisfare queste esigenze.

BIBLIOGRAFIA:

Dr. O.P. Agarwal – Prevention of Atheromatous Heart Disease, Angiology, The Journal of Vascular Diseases.

Antidiabetic activity of Aloe: preliminary clinical and experimental observation. Horm. Res., Vol. 24, no 4, pp. 288-294

Link di riferimento per visualizzare le ricerche: 

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/3096865
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/2864002
Documentazione PDF in inglese