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PREMESSA:
Il presente articolo è basato su testi scientifici, universitari e prove cliniche. Non vuole creare false illusioni e/o promettere guarigioni miracolose, ogni organismo reagisce in modo differente e pertanto i risultati possono variare da persona a persona. Si consiglia in ogni caso di consultare il proprio medico.

Se sei su questa pagina è perché sei interessato a conoscere cosa succede alle cellule tumorali a contatto con l’Aloe Arborescens.

 

Non leggerai il “solito articoletto” che vanta le proprietà “fantascientifiche” dell’ Aloe come purtroppo qualcuno ha la brutta abitudine di fare, ma stiamo parlando di studi ufficiali, sono riportate sperimentazioni, esperienze cliniche, studi di Medici Specialisti e Professori Oncologi Italiani. L’articolo è un pò lunghetto, ti consigliamo di prenderti qualche minuto di tempo, o di leggerlo quando avrai più tempo a disposizione.

Buona lettura!

 

INSORGENZA DEL TUMORE

La neoplasia, più comunemente conosciuta sotto le vesti di tumore, è ormai divenuta la ”malattia del secolo” e colpisce in media 1.000 persone ogni giorno in Italia, stando alle cifre dell’Associazione italiana registri tumori (AIRTUM). Ebbene si, 30.000 persone al mese!

– Tra le varie cause di insorgenza del tumore troviamo:

  • Stile di vita (fumo di sigaretta; alcol, alimentazione ecc.)
  • Fattori ambientali (inquinamento, radiazioni ecc.)

Le cellule del nostro organismo, per la loro proliferazione, seguono un meccanismo di controllo ben preciso. Può succedere, però, che per diverse cause, vadano ad attivare un “proprio” ritmo riproduttivo generando un tumore ovvero una popolazione di cellule autonome che si generano senza considerare l’insieme dell’organismo.

Questo processo porta alla morte delle cellule normali che vengono annientate dalle cellule tumorali. Purtroppo la chemioterapia anche se utile in molti casi, in molti altri non riesce a debellare questo male.

 

ALOE ARBORESCENS, UN AIUTO PER LE CONVENZIONALI TERAPIE*

Tra le diverse terapie “non convenzionali”, nate per aiutare in caso si tumore, spesso ci si affida ai rimedi naturali in abbinamento alla chemioterapia. Tra questi spicca l’Aloe, pianta ricca di principi attivi, unica in natura. Le varietà di Aloe esistenti sono oltre 250, ma quella che vorrei farti conoscere è l’Aloe ARBORESCENS che ha dimostrato di avere spiccate proprietà antitumorali*.

E’ infatti la specie più efficace di questa pianta prodigiosa! L’Aloe Arborescens stimola le difese immunitarie dell’organismo che attaccano le cellule cancerose e aiutano a distruggerle. Inoltre, le molecole contenute nell’Aloe Arborescens (soprattutto l’Aloemodina) inducono l’apoptosi, ovvero la morte per “suicidio” delle cellule cancerose [1].

Da studi fatti si evince che i tumori che rispondono “bene” all’Aloemodina* (già in concentrazioni minime, a seconda del tipo di tumore) sono il sarcoma di Edwig, il melanoma, il mieloma multiplo, il glioma, l’epatocarcinoma e alcuni tipi di sarcomi e carcinomi.

L’Aloe contiene un centinaio dei principi attivi ad oggi riconosciuti, fra cui alcuni molto utili e spesso carenti nel nostro corpo: Zinco, Manganese, Germanio, Cromo, Magnesio, Boro, Selenio…, con risvolti importanti su diverse nostre patologie, come su gran parte delle patologie degenerative, del ricambio e dovute a cause derivanti da carenze [2].

 

ECCO COME L’ALOE ARBORESCENS AGISCE

L’Aloe Arborescens è semplicemente straordinaria così com’è! Infatti può aiutare a combattere le cellule squilibrate indotte dal cancro* grazie alle diverse molecole antitumorali in essa contenute. Di seguito vado ad elencarti i principi attivi dell’Aloe Arborescens ad effetto antitumorale [3]:

– antrachinoni, glicosidi formati da una parte zuccherina (glicone) ed una non zuccherina (aglicone);

– polisaccaridi, tra cui l’acemannano, zucchero che stimola la produzione di macrofagi ovvero globuli bianchi che distruggono le cellule tumorali. Ha, inoltre, significative proprietà immunologiche quindi attivatore della crescita cellulare;

– lectine (famiglia di proteine specifiche per determinati zuccheri), promuovono la crescita delle cellule normali e inibiscono quella delle cellule tumorali;

– Aloe-emodina, inibisce la proliferazione di cellule tumorali MCC (Merkel cell carcinoma). Lo studio del prof. Palu, dell’Università di Padova, ha dimostrato un marcato effetto anticancerogeno dell’Aloemodina su un particolare tumore infantile (Il grande libro dell’Aloe – ETHNO-PHARMACOLOGY DIVISION);

– barbaloina, amplifica e potenzia gli effetti antitumorali dei polisaccaridi con le lectine e l’Aloe-emodina;

– vitamina B12, potente anticancerogeno per fumatori affetti da tumore ai polmoni. Inoltre, la Cobalamina (vitamina B12) inibisce le cellule con caratteristiche precancerose.

La contemporanea azione di queste componenti crea un’indissolubile sinergia, punto di forza dell’effetto antitumorale dell’Aloe Arborescens!!! “

Gli effetti sinergici ottenuti dai legami dei principi attivi dell’Aloe Arborescens sono responsabili, in larga misura, del risultato finale. Difatti una molecola presa singolarmente potrebbe risultare inattiva, ma in sinergia con le altre (ovvero nella pianta “in toto”) si rivela straordinariamente efficace. A maggior ragione un componente attivo preso singolarmente “in vitro” non potrà mostrare la medesima efficacia che avrà, invece, nella pianta “in vivo”.

Questo è il motivo per il quale gli estratti naturali integrali e l’uso delle piante officinali, così come si trovano in natura, si rivelano di gran lunga più efficaci dei farmaci chimici che tentano di replicare industrialmente i componenti attivi delle piante [4].

 

PERCHE’ L’ALOE ARBORESCENS E’ POCO UTILIZZATA RISPETTO ALL’ALOE VERA?

La più recente bibliografia dimostra che l’Aloe Arborescens ha proprietà fitoterapiche decisamente superiori a quelle dell’Aloe Vera(Barbadensis) [5].

Ciò nonostante, a parità di utilizzo, l’impiego dell’Arborescens risulta essere più ridotto. Perché?

Scopriamolo insieme…
 

 

Elencheremo brevemente, in tabella, le notevoli diversità tra le due specie:

ALOE VERA ALOE ARBORESCENS
Lavorazione delle foglie Semplice Complessa
Resa di gel estratto dalle foglie Maggiore Minore
Costi di produzione Bassi Elevati

Ora rifletti e rispondi :

-Se fossi proprietario di un’impresa che utilizza “Aloe” come ingrediente principale dei suoi prodotti quale tipo sceglieresti, tra quella Vera e quella Arborescens, sulla base delle informazioni riportate in tabella?-

Sicuramente la risposta sarà “l’Aloe Vera”. Ma i dati riportati in tabella, riguardano solo gli aspetti legati ai costi e alla convenienza in termini di produzione poiché questo tipo di Aloe è più facile nella lavorazione e, di conseguenza, meno costosa.
 

RIASSUMENDO …

“L’Aloe Arborescens ha una situazione meno favorevole ai fini puramente commerciali poiché offre una minore resa prodotto/costo. Ecco spiegato perché l’Aloe Vera è la specie più commercializzata e quindi la più conosciuta. Ma questo non significa che sia la migliore! Infatti il discorso cambia se prendiamo in considerazione un aspetto decisamente più importante: l’efficacia.

La sostanziale differenza tra le due varianti è la quantità di principi attivi che contengono, in particolare le molecole dall’effetto anti-tumorale. Infatti l’Aloe Vera contiene il 40% di principi attivi anti-tumorali mentre l’Aloe Arborescens ne contiene il 70% [6]. Risultato davvero notevole! Non trovi?

Alla luce di quanto visto, ti riformulo la domanda:

-Se fossi proprietario di un’impresa che utilizza “Aloe” come ingrediente principale dei suoi prodotti quale tipo sceglieresti, tra quella Vera e quella Arborescens, per generare una produzione di assoluta qualità ed efficacia?

A questo punto non avrai più alcun dubbio! Sceglierai sicuramente l’Aloe Arborescens! Possiamo affermare, quindi, che l’Aloe Vera è buona, ma l’Aloe Arborescens è migliore!!!


ECCO
 PERCHE’ SI PARLA POCO DELL’ALOE COME PEGGIOR NEMICO DEL CANCRO*…

A questo punto ti sarai sicuramente chiesto:  

Se l’Aloe può essere un aiuto cosi potente per la lotta ai tumori allora perché non se ne sente parlare? Se può essere utile e lo è, anche per ridurre i fastidiosi effetti collaterali della chemioterapia (vomito, perdita di capelli, stanchezza, infiammazioni e ulcere in bocca, abbassamento delle difese immunitarie etc…[7]) perché non è diffusa in tutto il mondo?

Eh già … dovrebbe essere proprio così! Bisognerebbe diffondere il preparato di Aloe Arborescens in tutto il mondo! Bisognerebbe diffondere questa influente scoperta attraverso i mass media e qualsiasi altro mezzo pubblicitario e divulgativo possibile.

Peccato, però, che tutto questo sia contrastato, dal momento che gli interessi in gioco sembrano essere altri. Di quali interessi parliamo? Beh ovviamente l’avrai intuito….

 

L’ALOE E’ TOSSICA?

Non so se è mai successo di imbatterti in documentazioni erronee riguardanti il grado di tossicità dell’Aloe. Ma se questo ti è capitato, vogliamo smentire subito tale diceria e tranquillizzarti.
Devi sapere che il contenuto di tali documenti si è dimostrato fuorviante ed ingannevole. Infatti, i test di laboratorio avvenuti negli Stati Uniti, hanno dimostrato un insignificante grado di tossicità dell’Aloe, realmente impercettibile!

Questo significa che per poter avere un’intossicazione dovuta dall’Aloe, bisognerebbe assumerne una tonnellata. A queste persone bisognerebbe ricordare che Paracelso affermava che “la differenza fra una medicina ed un veleno sta solo nel dosaggio”.
E’ risaputo che l’abuso e l’impiego spropositato di qualsiasi cosa è deleterio e nocivo per la nostra persona. Anche l’acqua può essere dannosa se assunta in quantità stratosferiche…

 
 
INDICAZIONI DI MASSIMA DEL PROTOCOLLO DI BASE DELLA “TERAPIA NACCI”

Secondo le indicazione del Dott. Giuseppe Nacci, la terapia anti-neoplastica deve essere impostata sulla seguente TRIADE:

1) Impiego di piante ad uso medico: Aloe Arborescens in primis.

2) Dieta anti-cancro (assumere preferibilmente cibi di origine vegetale)

3)Attività fisica continuativa (ginnastica isometrica), allo scopo di non depauperare l’organismo stesso del paziente dalle proprie proteine muscolari, essendone le cellule tumorali “affamate”.

 

  

COME L’ ALOE ARBORESCENS PUO’ AIUTARE [10]

La natura ci regala Aloe Arborescens, pianta dalle proprietà fitoterapiche eccellenti! E allora perché non usufruire di questo magnifico dono? Perché non beneficiarne?

Hai delle risposte valide a riguardo?

 

Rifletti …

L’Aloe Arborescens possiede risorse eccellenti per il nostro organismo, molte volte vitali ad esso! Non usufruirne perché non si è a conoscenza di tali risorse è davvero una grande sfortuna! Come avere un tesoro e buttarlo al vento perché non consapevoli del suo valore!

E’, invece, inconcepibile pensare di non beneficiare di Aloe Arborescens una volta scoperte le sue proprietà! Come buttare al vento “quel tesoro” consapevoli del suo inestimabile valore! Avremmo perso una grande fortuna!

Questa pianta officinale, inoltre, induce l’organismo a beneficiare dei prodigiosi effetti che alleviano le conseguenze devastanti della chemioterapia: limita la perdita dei capelli, calma le forti nausee, potenzia l’organismo che acquisisce energie. [11]

Attenzione però a definire il preparato come “miracoloso”.  Padre Zago, anche nel suo libro, afferma che il tumore è più semplice da curare quando è in una fase iniziale. Più il tumore è avanzato più è difficile curarlo.
Per la guarigione e la difesa dal cancro è essenziale che il sistema immunitario reagisca e l’Aloe Arborescens svolge un’azione notevolmente stimolante e rafforzativa per le difese immunitarie.

“Nessun medico e nessun farmaco possono avere successo a prescindere da un efficace intervento del sistema immunitario(Dott. Albert Schweitzer)”.

 

(“Dovrebbe restare un segreto, ma io ve lo dico ugualmente. Noi dottori non facciamo nulla. Noi soltanto aiutiamo e incoraggiamo il “dottore interno” dott. Albert Schweitzer).

 

 

Ti riportiamo un piccolo estratto di una tesi del Corso di Naturopatia – Istituto Riza Milano – Anno 2007 – autore Dr. Limido Giuseppe:

Il titolo della tesi è: “PREVENZIONE E CURA DEL CANCRO IN MEDICINA NATURALE E ALTERNATIVA”

– Il Comitato Scientifico Associazione A.M.A., sotto la supervisione del Dott. Paolo Giordo, ha effettuato dei test terapeutici somministrando ad un gruppo di volontari un cucchiaio da minestra di Aloe Arborescens, frullato secondo la ricetta di Padre Romano Zago, 3 volte al dì per 25 giorni. Dopo una pausa di 4 giorni la dose è stata raddoppiata per altri 25 giorni.

Gli esami di laboratorio sono stati svolti presso il Laboratorio G.A.M.M.A. di Grosseto e presso il Laboratorio di Analisi “Fleming Labs” di Brescia. Il risultato delle analisi ha confermato un incremento dei linfociti T Natural Killers, dei linfociti B totali (implicati nella risposta immunitaria) e una marcata riduzione della proteina C reattiva (PCR), indice di incremento dell’immunità tumorale.

Conclusione: l’Aloe Arborescens, oltre ad abbassare il rischio di degenerazioni cancerogene, aumenta le difese immunitarie ed è perfino in grado di “mostrare” a queste ultime il nemico da attaccare! [12]
 

PERCHE’ RICORRERE SUBITO
 ALL’UTILIZZO DI ALOE ARBORESCENS [13]

L’Aloe Arborescens è un potente guerriero che ci può aiutare contro la lotta al cancro e bisogna servirsene quanto prima. Non devi aspettare perché questo terribile nemico dell’organismo è molto veloce e si radica ben saldamente ad esso, portandolo alla degenerazione. Dunque, intervieni immediatamente con l’Aloe Arborescens e sfrutta il prima possibile i benefici che offre.

Se sei affetto da tumore (ma anche se ne sei guarito!) dovrai essere costante nell’assunzione del benefico preparato e dovrà rientrare nelle tue quotidiane abitudini, come ad esempio concedersi una rilassante tisana!

“L’Aloe recupera l’organismo malato eliminando gli elementi tossici e reintegrando nell’organismo gli elementi necessari per il suo mantenimento (Padre Romano Zago).”

 

COME FARE PER RIDURRE DRASTICAMENTE LA POSSIBILITA’ DI AMMALARSI

E’ di fondamentale importanza sottolineare gli effetti benefici dell’Aloe Arborescens anche (e soprattutto!) nella “prevenzione”. Purtroppo si tende a sottovalutare la rilevanza che la prevenzione impiega nella nostra quotidianità. E’ vero, non essere affetto dal cancro è una grande fortuna, ma ciò non garantisce l’immunità da questa terribile malattia.

Ecco perché bisogna puntare molto sulla prevenzione e prendersi cura del nostro organismo che necessita di costante manutenzione. E’ come possedere un’autovettura: potrà avere le migliori prestazioni esistenti, ma se il carburante che la alimenta non sarà buono, il motore andrà in malora. Lo stesso meccanismo avviene per il nostro corpo, dove il sangue rappresenta il carburante e l’Aloe Arborescens lo purifica. 

Assumere il preparato di Aloe Arborescens (di Padre Romano Zago) almeno una volta l’anno, sarebbe come avere sempre uno scudo, una protezione per l’organismo che lo purifichi da ogni impurità!

 La prevenzione con il preparato di Aloe Arborescens è un investimento da fare per migliorare il nostro livello di vita. Si è sempre detto che “prevenire è meglio che curare*”!

 

ALOE, ALIMENTAZIONE E TUMORI

Lo sapevi che tra i potenziali fattori cancerogeni ha una forte incidenza la scorretta alimentazione?

– E’ conveniente che la persona affetta da cancro eviti di ingerire carne di qualsiasi tipo e derivati di animali. Cereali, frutta, verdura e legumi sostituiscono la carne con vantaggi per la salute degli esseri umani. Oltre ad essere più digeribili, pesano meno sulla tasca!-[14]
 

Regime alimentare da preferire :

Le sperimentazioni eseguite tramite l’uso dell’Aloe Arborescens, ove risulta chiara l’inibizione di masse cancerose, sono state affiancate ad un’alimentazione prevalentemente vegetale. I grassi animali, lo zucchero e i carboidrati raffinati (ovvero farine non integrali) andrebbero ad alimentare le cellule tumorali quindi si predilige una dieta ricca di frutta (di stagione), verdura fresca, legumi, pasta integrale e farine integrali [15].

La terapia anti-cancro del professor Giuseppe Nacci, medico di Medicina Nucleare, prevede una sana attività fisica, una corretta alimentazione (dieta anti-cancro) e la periodica assunzione di Aloe Arborescens.

Il Dott. Giuseppe Nacci afferma: – E’ comunque opinione ormai consolidata, che in pazienti con grosse masse tumorali sarebbe sempre opportuno restare fermi sull’assunzione di soli frullati e/o centrifugati di frutta fresca o verdure fresche e biologiche. Il pane, anche se non lievitato, ed il pesce sono comunque da togliere o da assumere molto raramente, e da dare soltanto in funzione delle Proteine totali presenti nel sangue, se troppo basse.

 

Durante la mattina è preferibile bere la frutta fresca intera; nel pomeriggio e alla sera soltanto verdure fresche di ogni genere e tipo. Importante l’associazione anche con Aloe Arborescens. L’utilizzo dell’Aloe non dovrebbe essere ridotto, a causa dell’apoptosi indotta da questa pianta sui tumori.-

Non solo il Dott. Giuseppe Nacci ha effettuato sperimentazioni con Aloe Arborescens secondo la ricetta del preparato di Padre Romano Zago, ma anche la Fondazione Raphael e il Prof. Paolo Lissoni.

 

 

ALOE ARBORESCENS vs TUMORI

Dopo aver intrapreso una conoscenza approfondita di quelli che possono essere realmente i benefici dell’Aloe Arborescens, di come possiamo facilmente integrarla nella nostra quotidianità e di come può cambiare vantaggiosamente la nostra qualità di vita, non resta che riportare alcune fonti scientifichebasate sull’utilizzo di Aloe Arborescens per l’impiego di sperimentazioni e ricerche antitumorali.

 

– Iniziamo con cinque di ventitre casi clinici di “Terapia Metabolica” del Dott. Giuseppe Nacci, M.D. [16] –

 

La Terapia Metabolica è oggi rappresentata da molte varianti, ognuna delle quali porta il nome del medico che l’ha rappresentata. Sostanzialmente, però, si può parlare di terapie simil-gersoniane, in ricordo del grande medico tedesco Max Gerson, che per primo intuì l’estrema importanza di un ritorno della Medicina sui quei lontani valori classici del corretto utilizzo dell’alimentazione, non solo come presidio di prevenzione contro le malattie, ma anche come vero e proprio modello terapeutico per le grandi malattie cronico-degenerative del XX secolo, ripercorrendo così, dopo oltre 2.500 anni, i concetti e i pensieri che erano già stati enunciati dal grande medico greco Ippocrate di Kos, fondatore della Medicina Occidentale.
 

Casi clinici presentati

Qui di seguito sono esposte le storie cliniche di 5 pazienti, tutti mai sottoposti a Chemio-Terapia. Tutti hanno seguito per diversi anni la Terapia Metabolica descritta in questo lavoro. Alcuni di questi pazienti sono stati anche sottoposti a intervento chirurgico e/o Radio-Terapia.
 

_Caso clinico di tumore al cervello

Paziente (R.B..) nato nel 1957. Residente in provincia di Rimini. Affetto da tumore a basso grado di malignità al cervello. Esame di Risonanza Magnetica del febbraio 2005:

“E’ presente lesione intraparenchimale di circa 2 centimetri di diametro massimo, situata in corrispondenza dell’uncus temporale di destra con estensione alla amigdala limitrofa omolaterale. La lesione non è circondata da alcun edema, né mostra segni di danno di barriera, non vi è alcun effetto di processo espansivo intracranico; la formazione ammonica limitrofa risulta deformata in corrispondenza della testa e presenta una piccola alterazione di segnale al passaggio fra il corpo e la coda, presumibilmente in corrispondenza della fimbria. Il restante reperto è normale per quel che riguarda l’aspetto delle cisterne degli angoli ponto-cerebellari e dei pacchetti acustico-facciali.”

Il paziente entra così in Terapia Metabolica, secondo protocollo-base, nel marzo del 2005. Nel 2006 riferito sensibile miglioramento, con scomparsa degli acufeni e di altre sintomatologie minori. Nel novembre 2008 riferito in buone condizioni di salute.
 

_Caso clinico di cancro della Tiroide

Giovane signora del Nord-Italia (M.G.), nata nel 1967. Nel 2005 presentava un nodulo di carcinoma papillare tiroideo, diagnosticato istologicamente, e di cui si raccomandava l’asportazione. Dal 2007 seguita in “Terapia Metabolica”.Noduli reattivi al collo, con risoluzione progressiva della neoplasia, che appare attualmente ferma. Markers tumorali attualmente al di sotto della norma, con Tireoglobulina nei limiti. Dicembre 2008: riscontrata in buone condizioni di salute
 

_Caso clinico di cancro alla mammella

Signora (N.S.) nata nel 1944. Residente a TRIESTE. Operata nel giugno del 2005 per cancro alla mammella (Quadrantectomia inferiore interno della mammella di sinistra), con successiva Radio-Terapia.

Biopsia: carcinoma duttale infiltrante. Rifiuta Chemio-Terapia e Ormono-terapia. Entrata in Protocollo-base nel mese di settembre del 2005 in buone condizioni di salute con VES alta e markers tumorali nella norma.

Nota: analogamente a molti altri casi di cancro della mammella, nei periodi di sospensione della vitamina C, del Germanio organico, dell’Amigdalina, dell’ESSIAC o dell’Aloe Arborescens, si nota in genere una ripresa dei valori dei markers tumorali (CA 15,3), valori che tendono rapidamente a ridiscendere una volta ripresi i dosaggi di Amigdalina, Emodina.
 

_Caso clinico di cancro del collo dell’utero

Giovane signora (G.P.) residente a Roma. Affetta da cancro del collo dell’utero, in procinto di essere sottoposta ad intervento chirurgico di conizzazione e/o di asportazione dell’utero e degli annessi; rifiuta intervento chirurgico ed inizia “Terapia Metabolica” nell’aprile-maggio 2005. Ad agosto 2005 le viene notificata dai ginecologi di Roma la “scomparsa” del tumore. Entrata in gravidanza poco tempo dopo, attualmente madre di un bambino sano.
 

_Caso clinico di cancro dell’ovaio

Signora di mezza età (G.M..) nata nel 1943, residente a TRIESTE. Sottoposta ad intervento chirurgico nel luglio del 2004 per cancro dell’ovaio sinistro (CA 125 circa 1.000 U.I./millilitro). Annessiectomia bilaterale, linfoadenectomia dei linfonodi iliaci , omentectomia.

 

Entrata in Protocollo-base nel luglio 2007.

Nei mesi successivi monitorata la ripresa immunitaria e tenuti sotto osservazione i markers tumorali. Dopo un anno di cura, pur mantenendo lo stretto regime alimentare-standard, abbandona l’utilizzo di Aloe, ESSIAC, B 17 e olio di semi di lino spremuto a freddo. Si assiste così, pur in presenza di B12 e di Proteine Totali in costante caduta da un anno (dopo aver iniziato la cura), ad un sospetto incremento di entrambi i markers tumorali (CA 19.9 e CA 125), fino ad allora in costante caduta. Ottobre 2008: si riprende l’assunzione di olio di semi di lino, Aloe Arborescens, ESSIAC , B17, vit. C, A, E.

Maggio 2009: riscontrata in buone condizioni di salute. Eco-tomografia del 26 giugno 2009: non tumefazioni patologiche, esiti di isteroannessiectomia nella cui loggia di intervento non si riconoscono tumefazioni.

In sintesi, la “terapia metabolica”del Dott. Nacci, dà rilevanza ad una correttezza del regime alimentare e all’estrema importanza di una più estesa Agricoltura Biologica Italiana, allo scopo di rendere tale terapia poco costosa e quindi sostenibile da qualsiasi famiglia italiana.

Fondamentale l’associazione con Aloe Arborescens da assumere ogni 2-3 ore:1-2 cucchiai grandi di Aloe Arborescens lontano un’ora da tutto il resto (se il dosaggio è superiore a 6-9 cucchiai al giorno, ridurre il miele o toglierlo, limitandosi al semplice succo di foglia triturata nella macchina schiaccia-frutta o masticandola intera, una o più volte al giorno). Importante bere succo di frutta o di verdura da agricoltura biologica, fatto in centrifuga.

 

 

Passiamo al lavoro fatto dalla Fondazione Raphael, trattasi di:

ESPERIENZA CLINICA SU 72 PAZIENTI AFFETTI DA MALATTIA NEOPLASTICA IN FASE AVANZATA E TRATTATI PER 12 MESI CON ALOE ARBORESCENS vs LIPOPOLISACCARIDI vs MELATONINA CONIUGATA PROLONGED RELEASE [17].

Abbiamo esaminato in questo nostro studio 72 Pazienti, di ambo i sessi, di età compresa tra i 15 e i 78 anni, affetti da malattia neoplastica maligna istologicamente accertata e in fase di veloce progressione.
Per ogni caso sono stati analizzati i seguenti parametri:

Performance status secondo Karnofsky
Emocromo
Immunoglobuline
Sottopopolazioni linfocitarie

 

MARKERS TUMORALI

 I 72 Pazienti sono stati suddivisi in 2 Gruppi:

1° GRUPPO: 51 Pazienti già trattati con terapie convenzionali (Chemioterapia antiblastica e/o Radioterapia).

2° GRUPPO: 21 Pazienti non trattati con terapie convenzionali.

Tutti i Pazienti sono stati trattati con:

_ALOE ARBORESCENS nella quantità media di 4 cucchiai die, mezz’ora prima dei pasti.
_LIPOPOLISACCARIDI OMEOPATIZZATI/DINAMIZZATI (LPS-OD) 4 ml/die per via intramuscolare.
_MELATONINA CONIUGATA PROLONGED RELEASE (MLT-C-PR) 5 comp./die.

I RISULTATI*

I 51 Pazienti appartenenti al 1° GRUPPO di studio, che avevano precedentemente effettuato terapie Immunodepressive, quali Chemioterapia antiblastica e/o Radioterapia, presentano un miglioramento del Performance Status e dei valori Ematologici, in particolare dell’Emocromo (Globuli bianchi, Globuli rossi, Emoglobina e Piastrine), delle Immunoglobuline (IgG, IgA e IgM), delle Sottopopolazioni linfocitarie (Linfociti CD4, B-Linfociti e Natural Killer) e dei Markers Tumorali.
 

I 21 Pazienti appartenenti al 2° GRUPPO di studio, che non avevano precedentemente effettuato terapie Immunosoppressive, quali Chemioterapia antiblastica e/o Radioterapia, presentano un netto miglioramento del Performance Status e dei valori Ematologici, in particolare dell’Emocromo (Globuli bianchi, Globuli rossi, Emoglobina e Piastrine).
 

I valori Immunologici si incrementano in tutte le loro frazioni, sia le Immunoglobuline (IgG, IgA e IgM), sia le Sottopopolazioni linfocitarie.

 

I Markers Tumorali diminuiscono notevolmente e tendono a livellarsi su valori sempre più vicini al range di normalità, stabilizzandosi nel tempo…

 

IN CONCLUSIONE:

possiamo senz’altro affermare che i parametri da noi monitorizzati, subiscono un miglioramento sulla totalità dei Pazienti trattati e, in particolare, in quelli del 2° GRUPPO che non erano stati precedentemente trattati con terapie convenzionali ed azione immunosoppressiva.

Il miglioramento del Performance Status e quindi della qualità di vita, della sintomatologia e della sopravvivenza, ci indicano in modo certo che il trattamento da noi applicato è in grado, oltre che di attivare il Sistema Immunitario, di integrare le gravi carenze presenti nell’organismo causate da una malattia neoplastica maligna in fase avanzata e da terapie fortemente immunosoppressive e tossiche [18].

 

 

 

240 CASI DI PAZIENTI AFFETTI DA NEOPLASIA,TRATTATI CON E SENZA ALOE ARBORESCENS (Prof. Paolo Lissoni) [19]

Sono stati “studiati”, tramite sperimentazione “in vivo”240 pazienti con tumori metastatici solidi(cancro al polmone, cancro del colon-retto, cancro gastrico e cancro del pancreas), che sono stati trattati con chemioterapia con o senza trattamento dell’Aloe.

L’Aloe è stato somministrato su una parte dei pazienti per via orale, sia durante che dopo la chemioterapia, a 10 ml tre volte al giorno senza interruzione fino alla progressione della malattia, a partire da 6 giorni prima dell’inizio della chemioterapia, in una miscela costituita da 300 g di foglie fresche di Aloe, 500 g di miele più 40 ml di alcol 40%.

La Chemioterapia, invece, è stata somministrata settimanalmente.
Le risposte cliniche sono state radiologicamente valutate dopo almeno tre cicli di chemioterapia.

I pazienti sono stati controllati settimanalmente da test di laboratorio di routine.

 

Risultati:

Le percentuali complessive di risposte complete (CR) e le risposte parziali (PR) raggiunte nei pazienti trattati contemporaneamente con Aloe Arborescens, erano significativamente più alte rispetto a quelle dei pazienti che hanno ricevuto la chemioterapia da sola: 34% vs 19%.

Le risposte complete si sono verificate nel 10% dei pazienti trattati contemporaneamente con Aloe Arborescens ed in solo il 3% dei pazienti trattati con chemioterapia da sola. Questa differenza era statisticamente significativa.
 

 Il controllo della malattia ottenuta nei pazienti trattati contemporaneamente con Aloe ha dimostrato una percentuale significativamente maggiore di quella riscontrata nei pazienti che hanno ricevuto la chemioterapia da sola: 67% vs 50%.

Anche la percentuale di sopravvivenza a 3 anni ottenuta nei pazienti trattati contemporaneamente con Aloe era significativamente superiore rispetto a quella riscontrata nel gruppo di chemioterapia da sola.

L’Aloe Arborescens è stata ben tollerata in tutti i pazienti ed è stata riscontrata un’assenza di effetti metabolici indesiderati.

 Inoltre, come illustrato nella figura in basso, il numero medio dei linfociti osservato dopo terapia nei pazienti trattati contemporaneamente con Aloe è stata significativamente superiore a quello osservato nel gruppo trattato con sola chemioterapia, mentre nessuna differenza era stata osservata prima dell’inizio del trattamento.

La chemioterapia è stata sostanzialmente più tollerata dai pazienti trattati contemporaneamente con Aloe.

 

In particolare, la comparsa di astenia e/o fatica era significativamente minore nei pazienti trattati contemporaneamente con Aloe che in quelli che hanno ricevuto la sola chemioterapia (26% vs 46%).

Questo studio sembra suggerire quindi che l’Aloe può essere associato con successo alla chemioterapia per aumentare la sua efficacia in termini di velocità di regressione del tumore ed aumento del tempo di sopravvivenza, almeno in pazienti con stato clinico povero a causa della bassa PS o importanti malattie mediche, in cui l’attività terapeutica di chemioterapia da sola è generalmente bassa.

La formulazione recente di regimi di biochemioterapia potrebbe rappresentare una strategia molto semplice e promettente nel trattamento di neoplasie umane.

 

“L’Aloe è efficace contro il cancro e contro molte altre malattie, e come usava dire il grande professore russo Vladimir Petrovikc Filatov (1875-1956), grande estimatore dell’Aloe: “E’ colui che guarisce che ha ragione”.

 

 

Caro lettore/lettrice, siamo arrivati alla fine di questo articolo.

L’obiettivo è di mostrare risultati di ricerche e sperimentazioni, inoltre è un invito alla riflessione anche per gli scettici. Di fronte a risultati scientifici si può continuare a mantenere la propria idea ma non si può mettere in discussione la validità dei dati.

A tal proposito vogliamo concludere con una citazione di Jane Austen il quale affermava: “Chi non cambia mai la propria opinione ha il dovere assoluto di essere sicuro di aver giudicato bene sin da principio.”
 

Se vuoi iniziare ad utilizzare Aloe Arborescens, non devi far altro che cliccare sul pulsante in basso “SCOPRI DI PIÙ” e davanti a te troverai un prodotto creato con un metodo di lavorazione – Metodo HDR® – che permette di sprigionare all’interno del tuo organismo tutti gli oltre 300 principi attivi presenti nella foglia di Aloe Arborescens dalle riconosciute proprietà:

✔ antiossidanti e antinvecchiamento*
 
✔ antibatteriche, antimicotiche e antivirali*
 
✔ antinfiammatoria e antidolorifica*
 
✔ cicatrizzanti e stimolanti la crescita epiteliali*
 
✔ immunomodulanti e immunostimolanti*
 
✔ Tonico gastrointestinale ed attività gastro-protettiva*
 
✔ Ipoglicemizzanti*
 
✔ Antitumorali*

e di evitare allo stesso tempo di assumere conservanti, dolcificanti e zuccheri, eccipienti e alcool che potresti trovare all’interno di altri prodotti con Aloe.

Questi ingredienti sono assolutamente sconsigliati da molti oncologi.

Con un semplice gesto ed in maniera immediata beneficerai degli oltre 300 elementi farmaceutici presenti nell’Aloe Arborescens. Un modo pratico, veloce e facile di apportare enormi benefici al tuo organismo.

BIBLIOGRAFIA:
[1] I)  Dr Giuseppe Nacci – Monografia sull’Aloe Arborescens
II) Tesi: “Prevenzione e cura del cancro in Medicina Naturale e Alternativa” Autore:Dr. Giuseppe Limido
[2] Dr Giuseppe Nacci – Monografia sull’Aloe Arborescens
[3] I) Dr Giuseppe Nacci – Monografia sull’Aloe Arborescens
II) A.Bassetti e S.Sala: “ Il grande libro dell’Aloe
III) Ledwon L. M. (2005) “Aloe la pianta che cura”
[4] Dott. Giuseppe Limido – “tesi in Prevenzione e cura del cancro in Medicina Naturale e Alternativa”[5] A.Bassetti e S.Sala: “ Il grande libro dell’Aloe”.
[5] A.Bassetti e S.Sala: “ Il grande libro dell’Aloe”.
[6] I) “Di cancro si può guarire” Padre Romano Zago O.F.M.( 2003)
II) “Il grande libro dell’Aloe” A. Bassetti- S. Sala (2003)
[7] A Randomized Study of Chemotherapy Versus Biochemotherapy with Chemotherapy plus Aloe Arborescens in Patients with Metastatic Cancer (PAOLO LISSONI1, FRANCO ROVELLI1, FERNANDO BRIVIO2, ROMANO ZAGO3, MASSIMO COLCIAGO4, GIUSEPPINA MESSINA1, ADELIO MORA1 and GIORGIO PORRO1).
1Division of Radiation Oncology, 2Division of Surgery, St. Gerardo Hospital, Monza, Milan;
3Aloe Foundation, Isernia; 4I.N.R.C.A Laboratory of Analysis, Lecco, Italy
[8] Protocollo base della “terapia metabolica Nacci”
[9] Di cancro si può guarire – Padre Romano Zago O.F.M (2003)
[10] Di cancro si può guarire – Padre Romano Zago O.F.M (2003)
[11] A Randomized Study of Chemotherapy Versus Biochemotherapy with Chemotherapy plus Aloe Arborescens in Patients with Metastatic Cancer (PAOLO LISSONI1, FRANCO ROVELLI1, FERNANDO BRIVIO2, ROMANO ZAGO3, MASSIMO COLCIAGO4, GIUSEPPINA MESSINA1, ADELIO MORA1 and GIORGIO PORRO1).
1Division of Radiation Oncology, 2Division of Surgery, St. Gerardo Hospital, Monza, Milan; 3Aloe Foundation, Isernia; 4I.N.R.C.A Laboratory of Analysis, Lecco, Italy
[12] Prevenzione e cura del cancro in medicina naturale e alternativa – Dr. Limido Giuseppe
[13] Di cancro si può guarire – Padre Romano Zago O.F.M (2003)
[14] Padre Romano Zago – O.F.M. – Di cancro si può guarire (2003)
[15] Terapia metabolica Dott. Giuseppe Nacci
[16] CANCER THERAPY 23 clinical cases of malignant tumours CURED WITHOUT CHEMO-THERAPY – Nacci Giuseppe (2013)
[17] ampia sintesi della relazione della fondazione raphael, Via Cantonale, 15 – 6815 Melide (CH)
[18] ampia sintesi della relazione della fondazione raphael, Via Cantonale, 15 – 6815 Melide (CH)
[19] A Randomized Study of Chemotherapy Versus Biochemotherapy with Chemotherapy plus Aloe Arborescens in Patients with Metastatic Cancer (PAOLO LISSONI1, FRANCO ROVELLI1, FERNANDO BRIVIO2, ROMANO ZAGO3, MASSIMO COLCIAGO4, GIUSEPPINA MESSINA1, ADELIO MORA1 and GIORGIO PORRO1).
1Division of Radiation Oncology, 2Division of Surgery, St. Gerardo Hospital, Monza, Milan; 3Aloe Foundation, Isernia; 4I.N.R.C.A Laboratory of Analysis, Lecco, Italy